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Scritto da Bruno Greco
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Giovedì 17 Maggio 2012 21:47 |
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Di seguito il comunicato stampa diffuso dal Comitato civico Pro-Serre dopo la conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio nei locali dell'associazione "Il Brigante" con i responsabili del Coordinamento regionale acqua pubblica "Bruno Arcuri": L'inchiesta odierna della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che ha proceduto al sequestro dell'impianto di potabilizzazione dell'Alaco, rappresenta una battaglia vinta per il Comitato Civico Pro - Serre e, in particolar modo, per tutti i cittadini che da tempo avevano ravvisato profonde anomalie in quell’acqua putrida e puzzolente che sgorga ogni giorno dai nostri rubinetti. Finalmente l’Alaco, come chiedevamo da mesi, è stato posto sotto sequestro. A questo punto, bisognerà soltanto attendere l'esito dell’inchiesta condotta, tra l'altro, da una giustizia che ha dimostrato di sapersi prodigare davvero per il bene della cittadinanza. Un particolare ringraziamento da parte del Comitato va alla Procura di Vibo che, oltre ad aver dimostrato un’enorme sensibilità sulla questione, ha altresì nutrito grosso interesse per la battaglia condotta dal nostro gruppo. La diga dell’Alaco serve, o meglio serviva, decine di paesi dislocati in tutta la Calabria, dal Vibonese al Catanzarese. Si tratta quindi di un avvelenamento di massa che è stato dispensato per anni e che, in un imbarazzante silenzio, solo poche voci libere, come quella del Comitato, hanno saputo denunciare con costanza e tenacia. Il Comitato, come già prima il Coordinamento delle Serre per il diritto all’acqua, si è reso promotore di molte iniziative, come la manifestazione allo stesso impianto dell’Alaco che nel marzo 2011 portò molti attivisti e cittadini ad una fervente protesta, o come le varie iniziative di piazza, che hanno nel tempo destato l’interesse di giornalisti di caratura nazionale, uno fra tutti, Paolo Rumiz di Repubblica (molti ricorderanno la sua inchiesta “La guerra del Lago Malato” scaturita dopo un incontro con i componenti del Comitato nella sede dell’associazione il Brigante). I movimenti civici dimostrano di voler e saper tutelare i diritti della gente in maniera molto più concreta delle istituzioni locali. Il sindaco Bruno Rosi, nonostante abbia partecipato alla nostra visita all’Alaco e si sia potuto rendere conto, come noi, della situazione di inadeguatezza totale dell’impianto, poco tempo fa, in accordo con So.Ri.Cal, ha firmato una delibera con cui, in cambio di un misero sconto sul debito, ha regalato a So.Ri.Cal la rinuncia, da parte del comune, a tutte le cause legali pendenti con la Società delle risorse idriche calabresi che oggi è finita nell’occhio del ciclone. Un atteggiamento grave, protratto per molto tempo da chi non poteva non sapere dell’Alaco, a discapito della salute dei cittadini, tanto che in seguito alle analisi fornite dalla So.Ri.Cal e pubblicate sul portale online del comune di Serra San Bruno, su un noto social network, come tutt’ora è riscontrabile, il Presidente del Consiglio Comunale di Serra invitava i propri cittadini con fermezza a bere acqua dal rubinetto, affermando che è “controllata ed è buona”. Per queste figure istituzionali locali non è di certo previsto un avviso di garanzia, ma il rispetto per i cittadini e il comune buon senso dovrebbero spingerli a rassegnare immediatamente e irrevocabilmente le dimissioni. Richiesta di cui ci faremo subito promotori. Il Comitato, inoltre, promuoverà una class action contro So.Ri.Cal per l’avvelenamento di massa perpetrato ai danni delle genti delle Serre. Un’azione, questa, che porteremo avanti raccogliendo dati e notizie sull’alta incidenza di tumori all’apparato digerente e malattie epidermiche riscontrati nella zona negli ultimi anni.
Comitato civico Pro-Serre
Coordinamento delle Serre per il diritto all’acqua
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Scritto da Bruno Greco
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Domenica 04 Dicembre 2011 12:49 |
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Il confronto nasce dalla capacità di sapere interpretare le cose del mondo e si crea proprio perché ciò che sono i nostri "messaggi" (in senso lato), non hanno nulla di assodato né tantomeno possono essere inseriti in una visione piatta e assolutistica del mondo (vedi video sopra).
A parer mio, le parole di Pasolini durante l’intervista di Enzo Biagi, vogliono presagire un assoluto dominio della comunicazione tramite il media televisivo. Anche durante la stessa intervista, le contestazioni indirizzate a Pasolini, danno ragione a quest’ultimo perché in quel contesto denotano la malleabilità del pensiero umano quanto la nascita di un vero confronto vis à vis, durante il quale avviene un vero e proprio scambio "democratico", per niente gerarchico o verticale.
Se di una rivoluzione si aveva bisogno, la stessa c’è stata… forse non era la rivoluzione che ognuno di noi immaginava o avrebbe desiderato. "La visione apocalittica di Pasolini" e il suo ostentato pessimismo non hanno trovato un antitesi per favorire una «logica dei contrari» e poter dire oggi che quanto sostenuto dal grande scrittore allora era sbagliato…
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Scritto da Bruno Greco
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Martedì 09 Agosto 2011 10:27 |
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I giganti calabresi Mata e Grifone hanno conquistato via Padova a Milano. L’associazione culturale "Il Brigante", fedele al proprio lavoro di ricerca e diffusione delle tradizioni popolari e sensibile all’attività politica proiettata nel sociale, ha partecipato alla manifestazione antirazzista organizzata dal Centro sociale Occupato Autogestito (T28), luogo storico di via dei Transiti a Milano e simbolo delle lotte dei movimenti comunisti che da sempre gridano il "Diritto alla casa".
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Scritto da Giorgio
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Lunedì 03 Ottobre 2011 21:44 |
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La banda del buco e la grande truffa del debito pubblico italiano
E’ dagli anni ’90 che il debito pubblico italiano oscilla tra il 126 % e il 106 % del PIL e, dopo l’ultima crisi, è ritornato al 120 % del PIL.
Ma com’è possibile?
In Italia, la spesa per la sanità, per l’istruzione e per gli altri servizi sociali è al di sotto della media europea; i salari dei lavoratori italiani sono agli ultimissimi posti della classifica dei paesi OSCE.
Se è così, da dove derivano i problemi di “efficienza del sistema Italia” ?
C’è sicuramente un insufficiente investimento in ricerca e sviluppo delle imprese italiane, legato sia alla loro piccolissima dimensione media che alla loro collocazione medio-bassa nella divisione internazionale del lavoro, ma c’è un aspetto che non entra nel circuito della comunicazione politica oppure è sottovalutato.
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Scritto da Sergio Gambino
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Sabato 11 Giugno 2011 21:48 |
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di Franco Pipern Partiamo da alcuni fatti, per poi, attraverso l’esercizio del dubbio, pervenire ad una certezza che si conclude con un “caveat”.
Primo fatto. Battisti è stato condannato dai magistrati milanesi, oltre trenta anni fa, per gravissimi reati; in particolare la sentenza definitiva gli addebita quattro omicidi. Per due di questi crimini è ritenuto responsabile morale. Lui si proclama innocente. L’autorità politica del Brasile, paese retto da un regime considerato ”democratico” dalla diplomazia occidentale, gli ha accordato lo status di emigrato in considerazione della natura politica dei delitti di cui è accusato e delle vicende successive che lo hanno coinvolto; in altre parole, il governo brasiliano ha giudicato che lo svolgimento dei processi negli anni settanta, quando erano in vigore le ”leggi speciali contro il terrorismo”, abbia gravemente risentito delle procedure emergenziali adottate dallo stato italiano per far fronte ad una rivolta sociale, una “insorgenza di massa”, senza precedenti nella storia del paese.
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