Il 24 Marzo ci lasciava Zio Peppe Ranieri. Naturalmente tutte le parole che potremmo dire o scrivere sono superflue, naturalmente non ci sono parole adatte che possano esprimere la grandezza di questo grande uomo.
Grazie allora Zziu Peppi, per tutte le cose che ci hai insegnato, ma soprattutto grazie per averci mostrato la tua semplice gioia di vivere.
"Nui 'ndi partimu Zziu Peppi ca 'nd'aspettanu amici a Badulatu..."
"E picchì jio non sugnu amicu? Mo assittativi e mangiati, ca pue 'ndi partimu anzema"
....dopo mangiato Zio Peppe partiu culla zampogna cu nui versu Badolatu, dall' "artri amici". Ciao Zio Peppe!
Non se ne sorte, siamo un paese a vocazione mafioso-istituzionale.
D’una mafiosità riferita non solo alla cosiddetta delinquenza
organizzata ma anche ai comportamenti generali. E d’una istituzionalità
fatta non solo dei palazzi del potere ma anche della “normalità”
sociale. Il cui paradigma più recente appare clamoroso nella vicenda
della spazzatura napoletana. Con la politica e i politici collusi per
pratica istituzionale al malaffare di camorra e al malaffare d’impresa
fino al disastro più impunito. Locale e nazionale. Per lo sfruttamento
in loco degl’infiniti finanziamenti statali ed europei da distribuire
alle cosche ed alle clientele in barba alle destinazioni d’uso
generale, in un’altra delle colossali spartizioni di pubblica torta
come da ben consolidata scuola emergenziale, per terremoti ed alluvioni
in particolare.
Il diritto internazionale
bellico, che è fatto dagli eserciti che vincono le guerre, non contempla le
guerre come “crimini contro l’umanità”. Se si fanno ammodo.