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"Grazie per la gioia che mi trasmettete
ogni giorno. Questo viaggio è una bella caminata dove tutti le
sorriso que ricevo è indimenticabile."
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MERRY E' IN FORMA
2 giugno
Il colle Girardino
Uno zaino molto pesante, un tempo di merda, neve, molta neve.Vento.
Un giorno di tempesta nelle Alpi e questo colle di 2760 non si lascia addomesticare facilmente.
Pronti, via! Parto dal rifugio confortevole, mantenuto agibile da volontari. La quota comincia ad essere dura. il sangue della montagna si agita (acqua)... il fiume a valle forma letti (fondi) marroni. E le vene di questa montagna precipitano in cascate per darsi più forzaSempre con l'incoscienza! Parto senza racchette, senza ramponi, senza picozza. Il sentiero non finiva di salire. Ho attraversato il fiume e sono arrivato a mezzoggiorno presso un rifugio di pastori (2300m). All'interno cose mai viste. Inondato. Non è nemmeno il caso di pensarlo come soluzione in caso di problemi. Ho continuato. Il morale a zero. La pendenza è sempre più ripida, c'è sempre più neve. Cominciai a spronarmi, gridandomi di avanzare; "tu piangi, tu crepi". La neve mi (frustava) la faccia. Ci sono quasi.Ma arrivato su una pendenza ghiacciata... la devo attraversare orizzontalmente. Con le mie scarpe conficco i piedi come un picone per ghiaccio in questo passaggio di 15 m. Mi fanno male le unghie dei piedi tanto è duro il ghiaccio. Mi aggrappo anche con le mani. Le dita gonfie, sono intorpidite. Se cado sono 100 m in basso. Non c'è rischio. Giusto la superficie ghiacciata del lago di sotto. Terrà?.Meglio non farsi cadere e aggrapparsi forte. Lo zaino ha un peso smisurato per questo tipo di esercizi, "se sapeste!". SALIì ANCORA, E ANCORA. lE ORE PASSANO ED IO NON AVANZO.FORSE 300 M L'ORA. lA FOSCHIA COMINCIA A PRENDERE PIEDE. Mi ricorda qualche giorno fa, non arrivando al rifugio del "roya" ho dovuto piantare la tenda d'urgenza sopra un colle a 2570m vicino al monte Mourier.Non si vedeva ad un metro. Un tempo da cani. Sono dovuto ripartire il giorno dopo alle 6 del mattino,quando si è schiarito un pò. No!!!Andare, stop.. si scende. Perchè rischiare la propria vita per 500 euro raccolti?Perchè aggrapparsi quando tutti se ne fregano? Non posso fare tutto. Camminare per un anno con le difficoltà del tempo, gestire la comunicazione, importante ma anche futile in queste situazioni. Il tempo per scendere è più rapido. Conosco il cammino. Quello che rende difficili questi momenti è anche il fatto che non sai mai cosa c'è dietro. per questo c'è bisogno di più tempo. Stranamente mi sento sereno.Ciò non mi passava da qualche tempo. Arrivato vicino al fiume, ho visto che era in piena. Il ponte di legno visto la mattina non c'era più. Ho dormito nel rifugio della vigilia.Alla luce di una candela al bordo della finestra, ascoltando la pioggia cadere ho pensato. La motivazione c'è ancora. la regola di non ritornare mai indietro è stata trasgredita dai fatti, ma no nei pensieri.
Ho continuato. In quello che devi tentare. D'ora in avanti non prenderò più rischi inutili e seguirò la strada fino al Monte Bianco. Avanzare e finire questo viaggio. E se non trovo sponsors, lavorerò dopo per donargli quello che gli manca. Ho rischiato di farmi vedere e capire. perchè avevo bisogno d'aiuto non morale, ma finanziari e tecnici per la missione. Forse se scivolassi mi aiuterebbero di più. L'indomani, l'elicottero dei carabinieri sorvola a bassa quota. Le frane hanno bloccato la strada. la gente del posto non vedeva questo tempo dal 1955.
19 maggio
Da Firenze a Nizza
In questo momento
vi scrivo da Marsiglia. Ci sono tante cose da raccontare dall'ultima volta e
sono obbligato ad essere molto conciso. (è stata una delle parti piu' pesanti
del viaggio, ecco perchè non ho potuto scrivervi prima...). Da Firenze a San
Marcello; Camminai con Dario, venuto da Pisa per qualche giorno. Dopo, sugli
appennini innevati, ho dovuto inventare delle racchette di polistirene con
dentro dei chiodi. Zampate fresche di lupo sulla neve; In questo tratto piu'
volte ho pensato di morire. Ho scalato gli appennini "della croce".
Ho dormito in un rifugio dove la gente è stata geniale. Una visita di mio padre
sulla costa per quattro giorni. Rinnovo delle scarpe e del materasso
gonfiabile. Perdita della carta d'identità. Sentienro delle 5 terre. La cosa
piu' bella fatta in Italia; Genova e, la scelta di andare verso Nizza per
prendere un altro sentiero que si chiama Gr 5 e fare tutte le alte alpi fino al
Monte Bianco, dopo tornare verso la Svizzera per riprendere il sentiero 1.
Arrivato a Nizza, autostop e treno fino a Marsiglia per andare a vedere Simon
questo fine settimana, e portarlo con me qualche giorno. Partenza in dieci
minuti verso Nizza e ripartenza. Tutto rapido. Spero che un giorno, potro'
raccontare piu' dettagliatamente questa parte impressionante del viaggio.
12 maggio
Dopo Firenze
Giunto a Firenze
era il momento di andare a lavorare un po'. Un contratto di una settimana in
Svizzera preso sei mesi prima. Camicia e cravatta di rigore. Arrivai in treno
la sera a Basilea ed ho scoperto che l'agenzia non aveva pagato la prima notte
all'albergo. Allora quel poco che mi era rimasto lo spesi per pagare il
pernottamento; il giorno dopo ho scoperto che nemmeno il pranzo era compreso.
Riusci a mangiare per fortuna. Non avevo soldi abbastanza per fare una
lavatrice, in breve, una settimana orribile dovuta alla mia scarsa
professionalità.
Quando è arrivata
l'ora di rientrare e l'agenzia ancora non mi aveva pagato, ho chiesto a mia
sorella di mandarmi un po' di soldi per prendere un treno fino a Milano; qui'
avrei recuperato il mio zaino che avevo lasciato a casa di jurek (un grande
amico).
Non avendo tanto
denaro , ho fatto un po' di autostop sotto la pioggia , in cravatta e nella
nera notte. Arrivai per miracolo a Milano dove ho ripreso il mio zaino e da
dove sono ripartito senza biglietto verso Firenze. A Modena mi hanno fatto
scendere dal treno.
Li',
completamente perso, ho girato a naso due giorni, senza sapere che fare.
Ma, ripreso
coraggio, ho seguito la direzione di Modena in autostop. Qui, ho ripreso il
treno con il rischio di dover ridiscendere e, finalmente, arrivai a Firenze.
Visto che l'agenzia mi ha detto che capiva
la mia situazione. Io ho capito che non lavorero' mai piu' con loro.
25 marzo 2008
Da Terni ad
Arezzo
La pioggia, il vento ed il freddo si sono
fatti sentire in tutti questi chilometri. Piu’ di 50 per esempio fino ad
Assisi, arrivato verso le 10 della sera di pasqua. Le chiese erano aperte, e lo
spettacolo è stato grandioso. La città è veramente, di quelle mai viste. E’
troppo bello. La nuova architettura non si è riuscita ad imporre in tanti
secoli, per questo Assisi si mostra come
una città medievale. Mannaggia!
la macchina fotografica non funziona, ho dovuto forzare l con un coltello
per farlo uscire. Per questo non ho nessuna foto di Assisi.
Il morale è in
discesa per via del tempo e dei chilometri percorsi. Sono sulla strada
principale ed è terribilmente annoiante. Marcio in modo strano, dal lato destro
perchè è meno pericoloso. Dalla parte sinistra, i camion e le macchine ti
sfiorano, come per dirti, mi vedi, spostati. Dal lato destro il pericolo è alle
spalle per questo gli automobilisti non possono fare a meno di evitarti. Mangio
acqua e dadi perchè non ho piu’ soldi ed i giorni festivi i supermercati sono
chiusi. Dormo dentro le case in costruzione. Sono sudicio da far fuggire i
sorrisi. Ma tutto va bene. Questa sera andro’ alla Caritas per mangiare
qualcosa e farmi una doccia.
Mancano due giorni per Firenze.
http://labaladeapied.spaces.live.com
La banca del
tempo
Emilio 45 anni (in
verità 50)
“ La banca del
tempo” è un’idea di Emilio.
Se una persona ha del tempo disponibile per le persone che hanno bisogno di aiuto
(persone sole, diversamente abili, , anziani, malati...). il tempo gratuito si
registra in questa bannca. Un’ora, due ore, trenta minuti… e se, le persone
registrate sono loro stesse bisognose, lo scambio si crea cosi’grazie al
database. Ecco il suo sogno, di creare la banca del tempo. Ha bisogno di
iniziare con qualcosa. Conoscere gente per poterla creare.
Ci siamo
incontrati nel parcheggio del supermercato, il suo carattere aperto ha voluto
offrirmi un tetto, da mangiare, la visita di Narni e la sua storia, un uovo di
pasqua, e la visione del vescovo che
lavava i suoi piedi; Emilio soffre di diabete di tipo 2 (quello dell’obesità).
Un uomo solo che che aiuta chi soffre, chi è triste. Quando l’ho ringraziato.
“E’ troppo !!!” mi ha risposto “ è troppo poco”.
Questo
straordinario personaggio è un libro aperto.
Mi ripeteva di
continuo “l’unica cosa che voglio e che
tu non mi dimenticherai. Sei come un fratello”
Quando gli ho
letto queste righe, piccole lacrime di gioia sono scese sul suo viso.
Questa
sensibilità sincera è effettivamente indimenticabile.
19 Marzo 2008
Da Roma a Narmi
Roma è a 80 chilometri
3 giorni per arrivare a
Narni, Una piccola città medievale conservata perfettamente. Mi sono avvicinato
dalle montagne e l’aria fresca si è fatta sentire. Dopo la maratona, i miei
piedi si involano come le ferrari. I chilometri proseguono, si incatenano senza
che mi renda conto. E’ incredibile. Inoltre, i paesaggi non sono spiacevoli.
Tutti questi Olivi, questi fiori di tutti i colori o questi cammini di sabbia e
pietra bianca, vi fanno innamorare di questo pianeta. “Se hai visto l’Umbria,
hai visto l’Italia”. (Analisa, Salerno).
La pioggia si annuncia.
Ma a me piace anche questo
Perchè “quando piove, il
mondo tace".
La maratona di Roma.
Che storia è stata,
questa maratona !!!!!!!
Certo, I 42 chilometri
sono stati fatti, “come bere un bicchiere d’acqua”.
Marcia rapida,
discutendo con Giuseppe, 72 anni, mi ha informato sulla storia, ed i posti di
Roma cantandomi le canzoni romane e ,
Steve, arrivato da San Francisco; con lui , abbiamo passato la linea d’arrivo
insieme. Aprimmo la bottiglia di rosso, alla fine abbiamo brindato tutti, il
giornalista, il presidente della maratona, Steve, Giuseppe, Pino (persona di
cuore che mi ha dato la posibilitá di participare) e altri. Si è creato cosí un
momento indimenticabile fra questa gente.
Pino ci ha dato la
medaglia con un sorriso fantastico. Tutti siamo stati felici di trovarci quí.
Anche se Steve, Giuseppe ed io, siamo arrivati tra gli ultimi dieci su diverse
migliaia.
Grazie Roma.
Tempi: 7 ore e 30 min
per 42,169 chilometri con lo zaino (alleggerito fino a 10 kg per l’occasione) e
le mie scarpe da marcia.
15 marzo 2008
Da Salerno a Roma
Troppe...troppe
cose da raccontare. da dove comincio?
Da Salerno.
Allora, Sono partito dalla città. direzione: costa amalfitana. Un posto ideale
dove tutti vorrebbero vivere. I paesaggi ed i monumenti sono perfetamente intonati
nell’esprimere la bellezza di questi
luoghi . Dopo aver attraversato Amalfi ho intrapreso un sentiero verso Positano:“il passo degli dei” . Con un milione
di scalini vi porta dritti al cielo e, dalla vetta di questa montagna, una
visione panoramica, fa guardare da un lato il cammino già fatto: la costa
rocciosa con all’estremità l’isola di Capri e, Napoli con il vesuvio imponente.
Mannaggia! non ho
foto di Napoli, che ho attraversato nella notte e sotto la pioggia, nemmeno di
Pompei che ha chiuso le sue porte alcuni minuti prima che arrivassi. Napoli è
stata breve. L’indomani ho ripreso il cammino. Spiaggia, spiaggia e spiaggia.
Pioggia, Sole, burrasche fino a Roma, dove mi trovo oggi.
Ancora non ho
finito... Ecco qualche storia.
La montagna spaccata
A Gaeta, esiste
una montagna spaccata.
Si racconta che
quando è morto Gesu’, la montagna si è aperta in due. Un giorno un
marinaio, (si dice che era turco), non credette a questa storia. Quando
appoggio’ la sua mano, la roccia umida
sprofondo’ come se fosse terra, lasciando per sempre la sua impronta .
Da allora è fortunato chi mette la mano sulla sua impronta.
Le sorelle delle
tre fontane.
Avete già visto,
sorella Romano, circolare con Camper o sorella bricolage, su
un’impalcatura e possiamo ascoltare il rumore della sega e del martello;
sorella foglia che si occupa del giardino a una velocità mai vista. o sorella
buisnesswoman, sempre al telefono, risolvendo i problemi di tutti.
Questa
comunità (le sorelle di Carlo da Focaud) ha costruito tutto con le loro mani
piene di sole e con l’aiuto di un
muratore. Mi ha detto sorella Maria Bruna che posso chiamarla cosi’,
sorella foglia. Sono state straordinarie, queste piccole sorelle;
indimenticabili.
Gli andai
incontro con un fiore
e quegli occhi mi fanno sempre sognare tanto..a.., non vedere niente intorno, non intendere
quello che passa a noi stessi.
e infine... La MARATONA.
Si, oggi, un
cartellone manifesto spiega che sarà una corsa. Si correrà per 42 km all’interno della città.
Come fare per
partecipare? voglio correre con il mio zaino e le mie scarpe da trekking per i
bambini!!! Presi le informazioni e mi diressi verso il palazzo dei congressi
per l’iscrizione. 75 euro. Oups!!! ne ho appena 30, e mi devono bastare fino
alla fine mese. Allora ho spiegato il mio caso. Avrebbero accettato la mia
iscrizione se avessi trovato un certificato medico, andai verso uno stand e con
un po’ di fortuna incontrai quello di “Takeda”. Produttore di farmaci, si
occupano del cuore. C’erano delle medicine. e non potete immaginare l’interesse che hanno avuto per la mia
storia. Hanno comprato i kilometri di lunedi’.
Anche loro aiutano i bambini del
mondo e costruiscono ospedali e altre cose. Si, questo mi toglie il respiro, e
mi porta alle stelle. Anche l’impresa “tecgroup” mi aiuterà, mi daranno un pcpocket con il quale mi
possono seguire in tempo reale grazie ad un segnale gps, con questo potro’
scrivere i testi, scaricare le foto e
inviarle al sito web tramite wi-fi.
Sono emozionato, pronto
a raggiungere il traguardo domani, nello zaino: il sacco a pelo, i materassi
gonfiabili e le provviste per il
viaggio. Meno di 10 chili.
Il mio stasera, è
un cuore in forma.. un cuore felice
Sono impaziente di poter scrivere senza limiti temporali.
2 marzo 2008
Nelle
stelle
Oh la
la la la !!!! Sono successe tante cose questi ultimi quindici giorni !!!
Cominciamo
dalle montagne della Sila. Dal grande sole un giorno, alla tempesta di neve
l’indomani. Ho seguito il sentiero sprofondando in un metro di neve. Nemmeno
una casa all’orizzone, come se,
l’impronta dei miei passi su questa neve soffice, non l’avessi mai
lasciata.
Questo è durato tre giorni, rimanendo a una altitudine tra i 1200 ed i
1900 metri. Ho dormito al freddo con la mia tenda. –22 gradi mi ha detto un
italiano, ho dedotto e concluso –10. Non è stato difficile sopravvivere.
L’equipaggiamento che ho preso si adatta, in fin dei conti, a tutte le
temperature. Ouf!
Dopo essere scomparso nella montagna, mi sono
sistemato nella stanza della caldaia di una fattoria, il padrone non c’era. Ma,
nella notte, è arrivato, e impaurito, mi voleva uccidere, ma alla fine è andata
bene. Mi ha invitato a casa sua. Festeggiava i suoi 47 anni.
Abbiamo bevuto tutta la notte il vino che
lui ha vendemmiato. Alle cinque del mattino è venuta la moglie a preparare la
pasta per fare il pane. Il marito è un pastore e mi ha mostrato le sue 300
pecore. E prima di partire, mi ha offerto formaggio fatto in casa e una
bottiglia da 2 litri del suo vino. Abbastanza forte, lo devo ammettere!! sono
ripartito a zigzag!!!
Verso il lago Orvo, dove mi sono fermato per la notte. L’indomani
non potendo continuare per la montagna ( piu’ di 2 metri di neve), ho deciso di
ridiscendere verso la costa. Da Paola a Salerno, dove sono oggi. Ho dormito nei
porticcioli, sulle barche. In una grotta preistorica, in riva al mare. Sotto le
stelle nel porto d’Acciaroli.
Ho trovato accoglienza in una comunità di suore. Sono caduto
nell’acqua, per arrampicarmi sulle
rocce; ho incontrato gente meravigliosa, un vecchio signore che si chiama
Fiore; un professore di storia greca e romana, che viene stasera a Salerno,
Alfonzo. Due fratelli gemelli straordinari, a Castellabate, Carlo, un anziano
maresciallo che vuole entrare in politica, mi chiama ormai tre volte al giorno,
e Luciano, ieri sera hanno aperto una bottiglia di vino invecchiata di 80 anni
( ve lo giuro) e portava in giro il suo cane fumando il sigaro. La notte, nei vicoli di Salerno.
Vorrei tanto raccontarvi i dettagli!!! Non faccio che sorvolare e
trovo questo un peccato. Spero di trovare una soluzione prossimamente per
aggiornare il sito ogni due giorni. Ogni giorno è veramente unico e pieno di
aneddoti e di storie, di proverbi, di immagini, di suoni, di persone e
personaggi, d’ambienti. di opportunità incredibili!!! mi scuso di non potervele
esprimere. E di non avere il tempo per farlo.
(Voi
siete la mia priorità, e raggiungero’ i bambini)
13 febbraio 2008
Jean
Fu a Roccella
Ionica (paese marino) che ho scoperto questo personaggio. Seduto
fuori ad un bar sulla sua sedia di vimini. Originario della
Normandia, questo vecchio marinaio mal rasato di circa 70 anni, era
vestito col suo vecchio impermeabile blu degli anni 90 abbinato al
suo cappello di lana dello stesso colore. (lo stile d'un vecchio lupo
di mare). Aveva visto gli oceani di questo mondo e i suoi occhi
turchesi la dicevano lunga senza che lui ne facesse parola. La sua
casa era un vecchio (...); dove qualche decina d'anni fa, era
sbarcato in questo paese costiero, Jean mi offrì un gitane e
si discusse. Dopo qualche spiegazione, anche lui mi dice che il suo
progetto era di partire a piedi per la Turchia, Cina e altri posti.
“Il mare lo conosco. È tempo di passare ad altro”. Lo
vedevo felice quando parlava di queste cose che lo interessavano. Ma
si nascondeva. E pensando ad alta voce, prima di partire, riprese la
sua sedia e la mise pian piano al centro della strada, in direzione
del sole. Titubante riuscendo appena a camminare, borbottava. “No,
oggi tutti gli uomini non si sono trasformati in donne. Bisogna avere
fegato. No, oggi tutti gli uomini non si sono trasformati in donne”.
Qualcuno gli ha fatto notare che era al centro della strada. “E
allora!!!! che passino a fianco!!!”
Jean sedutosi,
dondolò la sua testa in direzione del sole, chiuse gli occhi e
sorrise.
È stato un
momento indimenticabile.
Lui mi aveva
donato il suo sorriso.
13 febbraio 2008
Le début de la Calabria
Giunto sul continente, bisognava
trovare un sentiero. Fu molto difficile. Lo cercai per più di
quattro giorni. Da Villa S Giovanni a Bagnara. Sotto una pioggia
impressionante, il sindaco di Bagnara mi offrì l'hotel. Poi
fino a Palmi (riposo in una casetta col camino abbandonata). Palmi,
San Giorgio Morgeto. Il prete del paese era un giovane fumatore di
sigarette. Trovai cio' piuttosto bello e la vista del tramonto sul
castello fu indimenticabile.
Presi la direzione per Mammola e
dormì presso le suore (piccolo annuncio: le suore di Mammola
cercano una novizia perchè si occupi di loro). Poiché
queste suore si occupano di pensionanti dove oggi, loro stesse lo
sono. Mi parleranno di Frederic Hermite che si trova a un giorno di
cammino. Decisi di farci un giro.
Allora l'indomani presi la direzione
per Caulonia, sul mar Ionio. Il cammino fu lungo ma sempre
soleggiato. Incontrai Frederic alla fine della giornata che mi invitò
a scoprire il suo luogo di pace. Incastrato tra le montagne,
costeggiando un torrente e a qualche chilometro dal mare, si imponeva
con fierezza il convento di S. Ilario. “C'è da 5 anni, era
una rovina.” mi dice questo straordinario monaco. Lui provava a
fare di questa costruzione, qualcosa di accogliente, dove tutti sono
i benvenuti, non importa quale sia l'ora o il giorno. Vivendo con i
mezzi di madre-natura, trovavo ch'egli riusciva magnificamente a far
vivere questo magico posto. Spero ch'egli riesca in tutti i suoi
progetti, glielo auguro con tutto il cuore.
L'indomani, bisognava prendere il
cammino che conducesse verso le montagne delle Serre. Rossella
riposandosi qualche giorno al convento venne al mattino a camminare
con me. Frederic ci raggiunse verso mezzogiorno alla cima del monte
dove pranzavamo, dove qualche fiocco di neve faceva la sua
apparizione sulla scena. Tra il Sole e la neve. Indimenticabile. Ci
lasciammo e trovai un sentiero (il sentiero Frassati) molto ben
segnalato. Oggi mi trovo a Serra S Bruno dove scrivo qualche rigo in
un'associazione di artisti. (L'associazione culturale “Il
Brigante”). Voilà! Eccoci qua; allora a presto e prendetevi
cura di voi e di tutto cio' che vi sta attorno.
11 febbraio 2008
Sicilia
Ho lasciato l'isola. Ora
sono a Villa San Giovanni, di fronte Messina. Raccontarvi la Sicilia in due
parole sarebbe impossibile. E raccontarla per intero, non basterebbe una vita. Cominciamo
da questi paesaggi. I campi d'ulivo a perdita d'occhio, le limonaie, gli
aranceti (normali o sanguigni), gli alberi di mandarino. Sta a voi scegliere
l'itinerario preferito da fare. E quando non sono più a portata di vista,
i pascoli di pecore, capre, o mucche che sormontano le montagne invase dal
Sole, vi incanteranno lo stesso. Ogni giorno è stato unico. L'accoglienza di
tutte queste persone è stata meravigliosa. La loro gioia di vivere e il loro
sorriso furono dei momenti indimenticabili. Dormire con i cavalli, ai piedi
d'una montagna, presso i frati francescani, o nei rifugi sull'Etna, vicino un
falò sono cose che potete immaginare... il buon vino, i formaggi e i salumi
fatti in casa sono deliziosi. Vi consiglio fortemente di visitarla. Lei, “la
Terra del Sole”.
4 febbraio 2008
Prima, durante, e
dopo l'Etna.
Sono partito da
"Petralia". Dopo il primo tornante il punto di vista principale era
di fronte a me: l' Etna, 3340 metri d'altitudine. Non dovevo che seguire il suo
alto muso. Passando per le montagne, ho guadagnato mezza giornata di cammino se
non di piu'. I paesi attraversati sono stai Polizzi, Gangi, dove ho dormito in
montagna in un vecchia baracca. La città di Nicosia e la notte ho dormito in
un'altra baracca con una veduta indefinibile. Troina, dove tre persone mi
dissero che sarei andato a farmi uccidere se avessi continuato per gli uliveti
e i campi dove si trovavano i pastori. (sono ancora vivo!!!) e Adrano, ai piedi
del monte; qui ho dormito in casa degli eccezionali fratelli francescani. Mi
hanno detto che poteva essere impossibile raggiungere la sommità a piedi. Ma io
avrei provato a raggiungerla lo stesso. Dopo aver camminato una giornata di
salita, con qualche domanda alla gente del posto perchè mi ero perso
inoltrandomi nei sentieri della foresta, ho trovato un rifugio. "la
fortuna!!!" C'era un gruppo persone, tutti amici, erano venuti a passare
questo sabato pomeriggio qui. Il rifugio si trova a 2000 m, era molto
confortevole all'interno e c'era di che fare fuoco per mesi. Si, "La fortuna!!!"
Stavano preparando un ottimo barbecue ed io arrivai giusto a fine cottura (si,
si, ve lo giuro). Arricchito dal buon vino siciliano e dai i consigli per la
salita del giorno seguente, questa giornata è stata piu' che meravigliosa. Loro
se ne andarono verso le cinque. Ho passato la notte vicino al fuoco. L'indomani
mattina, il sole era sempre li'. Non mi aveva ancora lasciato. Dal rifugio la
cima sembrava a due ore di cammino al massimo. Mannaggia. Mi sbagliavo di
grosso. Piu' avanzavo, e piu' la collina si ingrandiva, con la salita sempre
piu' ripida. La neve si faceva piu' profonda ed io non avevo nè un bastone, nè
ramponi e uno zaino con piu' di 20 chili sulle spalle. Ogni 2 minuti mi dovevo
fermare. Controllare che non ci fossero crepe sotto la neve e ammirare le
meraviglie del paesaggio. Ho creduto che non sarei mai arrivato. L'ultima
salita era quasi di 90 gradi e le scarpe scivolavano sul fondo gelato. Non
avendo mappe non sapevo quale cammino fosse il migliore. Ma con forza di
perseveranza e coraggio riuscii a racciungerla verso le tre del pomeriggio; 8
ore da quando sono partito. Fumava da tutte le parti. Non sono potuto andare
piu' in là di 3270 m a causa dei vapori. Adesso bisognava ridiscendere ed ho
tardato meno. Il sistema slittino funzionava a meraviglia ma mi facevano male
le natiche. Ho raggiunto la stazione di sci dove ho dormito profondamente in un
piccolo chalet di legno coperto di materassi utilizzati dai lavoratori di
questa stazione in estate. Ieri la discesa è stata ancora fatta per il sentiero
della foresta, passando le immense colate di lava del gigante, poi, tra gli
aranceti fino ad arrivare a Fiumefreddo. Qui ho dormito nella chiesa di padre
Jean Baptiste. Mi ha mostrato la chiesa e la casa dov'è nato. Quest'ultima
fiancheggia la chiesa, da questo viene sicuramente la sua vocazione... padre JB
mi accompago' fino alla costa, da dove la ballata puo' continuare, per nuove
avventure.
29 gennaio 2008
Viaggio in
montagna
Dalla partenza da
Palermo sono successe molte cose... Di paese in paese, da montagna a montagna,
ho incontrato tante persone straordinarie. La prima sera, ho dormito in un
campo di olivi, la seconda sulla cresta di una montagna, in una piccola casa in
rovina. Il panorama, con la vista a 360 gradi era impressionante. Anche lo spettacolo
delle stelle. La terza notte ho condiviso una stalla con due cavalli, la quarta
in un vecchio abitacolo telefonico e infine questa sera nella palestra di Nino
Farrinella. Un maestro di arti marziali. Ha la cintura bianca e rossa.
Superiore alla nera. Immaginate!!! Sono quasi a metà del tragitto siciliano
(Petralia sottana). Per trovare la strada, i pastori incontrati nel cammino, mi
hanno indicato un punto di riferimento da seguire. Molto meglio di una cartina
geografica dove è già tutto tracciato. I campi di olivi, di arance, di
clementine e di limoni sono stupendi lontano dalle strade principali. La gente
è adorabile. Che accoglienza!!! Non potete immaginare gli aneddoti di questi
giorni. Per esempio, un signore a cui ho chiesto informazioni sul cammino. Dopo
due secondi: "dove mangi?" "devo continuare il mio viaggio,
mangero' piu' tardi." "allora mangi a casa". Il pranzo cantava.
Sua moglie e due dei sui bambini sono rientrati per il pranzo. I buoni prodotti
tipici siciliani hanno un gusto incredibile. Abbiamo mangiato salsicce, pasta,
pomodori e olive nere. Tutto accompagnato da un ottima pane di campagna. Dopo,
questo signore mi ha accompagnato sulla strada buona. D'allora, mi chiama tutti
i giorni per avere notizie. Non posso raccontarvi altro perchè il tempo al
computer è limitato. Gli itinerari GPS non si possono caricare da questo
computer. Sarà per la prossima volta. Qui il tempo è bello ed il morale è alto.
Ciao... e a molto presto.
24 gennaio 2008
Palermo
Eccoci qui, alla
fine sono arrivato. Il viaggio è stato lungo e dall'inizio pieno di balzi.
Appena sono arrivato all'aereoporto di Palermo ho incontrato Pietro.
Stranamente, mi aspettava alla porta del treno in direzione della stazione
centrale. Avevamo entrambi un cappello e un grosso zaino sulle spalle.
"Buongiorno, io sono Pietro". E comincia un grande discorso da paste
sua. Questo siciliano è arrivato da Londra dove si era trasferito 3 anni fa.
Dopo tanti anni di viaggi in Europa si sentiva stanco. Dall'alto dei suoi 26 anni
non gli importava piu' della gente e della vita in generale. Questo personaggio
con i capelli capelli rasati è ritornato nella usa terra natale, "La terra
del sole", per ritrovare la forza
di prima, essere piu' forte, e cercare "la salvezza" che era pronto a
trovare. Mi ha consigliato dove alloggiare. "Biagio Conti". Un centro
dove vivevano tutti i profughi senza documenti. "La storia di Biagio è la
seguente" mi ha detto. "Quest'uomo era molto ricco a Palermo. Un
giorno ha deciso di fermarsi e dare quello che aveva per il bene degli altri.
E' cosi' che ha creato questo centro di accoglienza con piu' di 500 persone che
dormono ogni sera." Arrivato alla stazione centrale (verso le 22e30)
François (il consigliere del viaggio, che ha fatto il giro d'Europa in un anno
e mezzo) mi ha chiamato per darmi qualche numero di amici di amici. Mannaggia!
"Maddalena" non mi poteva ospitare questa sera e Laura non ha
risposto. Cercando il centro ho incontrato (accidenti, ho dimenticato il nome).
Un giovane marocchino di 18 anni si era stabilito a palermo 3 mesi fa. Anche
lui dormiva da Biagio Conti. "Sai, il lavoro è difficile qui cominci alle
6, ti fermi a mezzogiorno e riprendi alle 14, fino a mezzanotte. Cosi' hai
guadagnato 25 euro." Camminando mi ha spiegato che c'erano tre centri
nella capitale siciliana. Uno per le donne, uno per i polacchi e uno per gli
africani. Per la strada abbiamo incontrato uno dei suoi amici che ci ha offerto
delle noccioline, arrivavano dal suo giardino in marocco. Poi ci ha lasciati e
siamo arrivati al centro. Un anziano frate francescano era li' e in due minuti
mi ha trovato un letto per dormire. La notte è stata dolce e con tanti sogni.
Partenza alle 8. Potevo cominciare a visitare la città. Sotto un sole caldo ma
un vento fresco. E' stato gradevole camminare in t-shirt. Il teatro Massimo, i
vicoli tanto animati, i clacson che risuonavano, con o senza ragione. La gente
è stata simpatica. Ti spiegava quello che c'era da sapere, piu' di quello che
chiedevi.
In breve. Un
inizio fantastico.
Adesso è l'ora di
andare al punto di partenza del sentiero.
Comincio con
qualche montagna per 3-4 giorni.
Ma sotto il sole,
sicuro che rimarrà nella memoria.
Merri a Serra San Bruno
Il giovane francese che ha intrapreso
l'avventura di un viaggio che lo porterà ad attraversare
l'Europa da sud a nord ha fatto tappa a Serra San Bruno; ospitato
dall'associazione “il Brigante” quasi per caso.
È partito
da Palermo 18 giorni fa seguendo, per il momento, un itinerario
conosciuto come “sentiero Italia” che lo farà peregrinare
lungo le mulattiere e le vie tracciate dai bovari; lontano dalle
moderne vie di comunicazione.
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Ha pernottato in luoghi di fortuna,
come case diroccate e rifugi montani; altre volte invece, la sorte
gli ha portato ospitalità in chiese, monasteri e in case di
eremiti. Con la media di 25 km al giorno calcola di riuscire
nell'impresa in 9 mesi.
“Questa esperienza mi cambierà la
vita, e non solo la mia”, dice Merri, pensando agli aiuti umanitari
a cui l'iniziativa è rivolta. Le sue testimonianze e il suo
diario di viaggio si trovano sul suo blog che aggiorna quasi
giornalmente. (quando riesce a trovare un computer con connessione a
internet).
Nella stessa pagina web sono presenti le mappe della
strada già fatta, grazie all'uso di un orologio satellitare
che, purtroppo, non è riuscito ad usare quando è
sbarcato nel continente. La mappatura dei percorsi della Calabria
partirà da Serra San Bruno dove ha potuto riparare
l'apparecchiatura digitale.
Sul blog è presente
il suo numero di telefonino, per chi volesse sapere le coordinate di
dove si trova e seguirlo nella passeggiata, anche per poco. Inoltre
ci sono i contatti dell'associazione che si occupa degli aiuti
umanitari rivolti a comunità del Senegal a cui può inviare un contributo volontario comprando chilometri del percorso di Merri. Il prezzo stabilito è di 1,5 euro a km.
Equipaggiato di volontà e sete
di avventura sta vivendo un'esperienza fatta di crescita e di
conoscenza. Nella sua tappa a Serra ha trovato oltre all'ospitalità
l' incoraggiamento e lo stimolo a continuare nella sua impresa con
l'accordo di ritornare in Calabria; la prossima volta pero', usando
mezzi di trasporto.
Lo seguiremo sul suo blog. E chi non amasse avventurarsi nel francese puo' seguirlo sulla nostra pagina che aggiorneremo con la traduzione dei post di Merri
http://labaladeapied.spaces.live.com
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